mercoledì 17 marzo 2021

Ossona, l'unica cosa che non manca, sono i parcheggi. Manca un piano della mobilità e una idea di paese

 In questo periodo di blackout delle nostre vite, di lockdown dovuto alla pandemia, potremmo approfittarne per valutare alcuni accorgimenti e miglioramenti per le nostre abitudini e per noi stessi; la routine che ci travolge e porta alla ripetitività di cattive abitudini ora si è inceppata per un qualcosa che trascende la nostra volontà e facoltà decisionale, senza entrare nell'ambito del giudizio dei provvedimenti presi per contrastare il virus, limitiamoci a un dato di fatto. Dalle 22 alle 5 non ci sono macchine che girano per il paese, lol smartworking e telelavoro che fino a due anni fa era qualcosa di impensabile e inconcepibile, è diventato quotidiano. Senza scadere nell'ironia, per gli ovvi motivi, tanta gente ha scoperto il jogging e le passeggiate (mi va di ricordare e ringraziare, i miei iscritti Verdi di Boffalora che lanciarono ormai 12 anni fa la moda delle passeggiate domenicali, e divenne una buona pratica copiata e condivisa in tutta italia). Un ultimo incipit prima di arrivare al focus di questo breve articolo, la pedonalizzazione dei viali cittadini e delle piazze: pensate Viale Vittorio Emanuele a Milano, a quello che dissero contro Carlo Tognoli, pensate a piazza Liberazione a Magenta, e alla Sindaca Labria per quella scelta, e di esempi cosi ogni paese ne ha, con più o meno scalpore, Jacopo Fo, ha scritto pure un divertente saggio su questa pratica di ricordare ai cittadini che sono esseri umani e non solo autisti. All'inizio, vengono considerate scelte impossibili, dopo due settimane di realizzazione, il "come mai non l'hanno fatto prima?" diventa il vox populi e il pensiero dominante.

Promuovere il bello, il pratico, l'utile, dovrebbe essere l'incipit delle pubbliche amministrazioni, oltre che degli umani, va da sè. 

Ossona non è un paese per passeggini, scrivevamo su sollecitazione di giovani mamme, qualche anno fa, e così è rimasto, viste le buche e come sono ridotti i marciapiedi o dove han rifatto i marciapiedi, han pensato a far fare le montagne russe ai passeggini.

Ossona, chi la vive, la vive in bicicletta, è di logica, un paese di 2 km nemmeno, se usi la macchina è per andare altrove; studi universitari dicono che nel nord Europa nessuno usa la macchina sotto i 5 km di percorrenza, anzi, c'è un vero e proprio stigma sociale, che crea un senso di colpa individuale a chi usa le auto per tragitti cosi brevi, oltre al fatto che l'auto occupa una superficie di spazio pubblico quando è fuori dal parcheggio di casa.

Ossona, l'unica cosa che non mancano, come potete vedere dal reportage fotografico che segue, sono i parcheggi; manca invece una idea di paese, di mobilità, di servizio pubblico, di progettualità; voler fare ancora dei parcheggi in piazza si inserisce in questo vuoto concettuale, culturale, di degrado materiale, e cognitivo. Benvenuti nel 1960, scrivevamo ieri (clik per articolo) per simboleggiare l'assurdità di tali propositi da parte dell'amministrazione di destra di Marino Venegoni , ma se come fosse prassi di questa deplorevole amministrazione? Come lasciano sporco il paese, per non far parlare dei bilanci, per occultare e distrarre da "presunti" danni erariali verso le casse comunali, tirano fuori una idea tanto strampalata; quindi, comprensibilmente parliamo di quanto sono inadeguati nei progetti.

Quindi prima del reportage fotografico, vale la pena ricordare che da 3 anni, Venegoni nn fornisce la documentazione richiesta, che sono stati segnalati alla guardia di finanza sulla rinegoziazione dei mutui di villa Litta, che le opere pubbliche che sono state fatte negli ultimi anni sono state fatte con bandi inferiori ai 40mila euro per arrivare ad affidamenti diretti e bypassare la normativa, che hanno cambiato progetti in corso d'opera, e ricordiamo anche della palestra, non tanto "vietata" ai ragazzi ossonesi, ma per l'intervento di 400mila euro per il risparmio energetico fatto dall'architetto del comune, ma di cui, ad oggi, non sono state pubblicate ne divulgate le bollette che testimoniano il risparmio energetico e il risparmio per le emissioni e, come dite? si, pare si apra  un vaso di pandora.

Torniamo a noi, alla mobilità e all'idea di paese, potremmo già scrivere come vorremmo Ossona, limitiamoci a dire come non la vogliamo; non la vogliamo come è ora, ridotta a autorimessa, dove i giardinetti sono chiusi, non c'è un'idea di viabilità, non ci sono piste ciclabili, non ci sono panchine e spazi aggregativi, e mi fermo nella descrizione, perchè basta una passeggiata nei paesi vicini per capire a cosa ci riferiamo.

Con queste foto, vogliamo, vogliamo evidenziare alcune situazioni.

In primis, a Ossona, manca una idea di mobilità.questo si evince dall'assenza di percorsi ciclabili, e dei dispositivi per le biciclette, ovvero le rastrelliere.

Il degrado in cui versa il giardino della Villa Litta sede del comune. (già nel 2018 si era sottolineato e chiesto interventi manutentivi per le siepi e per le essenze arboree presenti, e vien da chiedersi, se gli interventi dovevano iniziare nell'estate del 2019, e i fondi a bilancio erano già stati stanziati perchè c'è ancora quella situazione?)

Il degrado del parchetto di via Pertini, dove la potatura della siepe, consentirebbe altri 4 parcheggi; 

come non fare le piste ciclabili, ovvero sui marciapiedi e con ostacoli che rischiano di far cadere;

come agli ultimi interventi con nuove palazzine, siano stati fatti anche, ancora parcheggi:

come per il cimitero ci siano due parcheggi, che potrebbero venire utilizzati anche per gli esercizi commerciali di viale Europa; 

vi lasciamo alle foto, e approfondiremo successivamente con le proposte che vorrete farci; vi invitiamo a scriverci su facebook, alla pagina di Cambiamo Ossona o a cambiamoossona@gmail.com

buona visione





























































































































lunedì 15 marzo 2021

400mila euro per tornare al 1960. Una piazza/parcheggio che non serve a nessuno

La crisi sanitaria, economica e sociale; la crisi climatica che impone a tutto il globo il ripensare modelli e stili di vita, ha portato tutti i soggetti politici a dover fare i conti con le tematiche ambientali, ecosistemiche e a ripensare un nuovo equilibrio dell'uomo con l'ambiente.
Mentre in Italia nasce il Ministero per la Transizione Ecologica, forse più di facciata che sostanziale, mentre il 37% dei 209 miliardi che arriveranno all'Italia per il Recoveryfund Nextgeneration EU, dovranno essere dedicati per il recupero e ripristino ambientale, ad Ossona, la giunta di Venegoni, pensa a un parcheggio in piazza Litta.
Buon senso e logica, vedono l'urbanistica ossonese arretrata, ferma al 1990, con una piazza ancora a doppio senso e uno spazio pedonale non funzionale; con un grande parcheggio pubblico presente e non utilizzato a nemmeno 100 metri da piazza Litta (quello in via Pertini, comunemente conosciuto come piazza mercato), nonostante un piano di governo di circa 10 anni fa, prevedesse una biblioteca e la pedonalizzazione e ampliamento di tutta la piazza e la sistemazione del giardino della villa. 
Ossona rischia una colata di asfalto, sia in piazza Litta, sia sui terreni agricoli di Via Bosi in direzione Arluno, dove con il meccanismo della "perequazione", al proprietario dei terreni presenti in piazza litta è stato concesso di poter edificare con metratura molto importanti, appunto in fondo a via Bosi.
Come emerso anni fa, il tempo concesso al proprietario per determinate opere è scaduto, e quindi si sarebbe potuto procedere a un esproprio. 
Qui non vogliamo sottolineare il rischio di un presunto e significativo danno erariale per le casse degli ossonesi, quanto un'idea di paese che fa inorridire.
Come nei peggiori incubi, invece di riqualificare e pensare a un paese a dimensione umana, si pensa a un paese in funzione di qualche macchina; mentre si potrebbe pianificare un centro storico pedonale e valutarne la riqualificazione, si pensa e si inventano degli attrattori di traffico, andando a pensare a dei parcheggi in piazza.
Dopo anni di degrado in cui è stata lasciata e dimenticata piazza Litta, ora si pensa a farne un desolato piazzale autorimessa.
Mentre i comuni della città metropolitana di Milano, fanno progetti di riqualificazione urbanistica mettendo al centro i cittadini, basti pensare a Sedriano o Cornaredo, con delle ampie piazze, o Magenta, dove piazza Liberazione è stata pedonalizzata, o Pregnana Milanese, o una frazione di Parabiago che ha una piazza pedonale più ampia di Ossona.
L'amministrazione nota alle cronache per essere l'unica che non comunica i dati della pandemia ai propri cittadini, ora ha un altro primato, quello di aver provato a nascondere i loro progetti per abbruttire ulteriormente Ossona. 
Si è basiti di fronte a tale comportamento e viene spontaneo chiedersi, ma loro, non abitano a Ossona? Perchè vogliono fare un salto nel passato, e nel brutto cosi? 
A seguire la documentazione che abbiamo recuperato dall'albo pretorio.













mercoledì 10 marzo 2021

I Verdi tornano in Parlamento. Facciamo Eco - Federazione dei Verdi

I Verdi di Ossona e il gruppo ecocivico Cambiamo Ossona, salutano con gioia la nuova componente ecologista che sarà presente alla Camera dei Deputati.
click per video conferenza stampa https://www.youtube.com/watch?v=lOSNbIMxros&t=143s
NASCE LA COMPONENTE ECOLOGISTA
FACCIAMO ECO
IN COLLABORAZIONE CON I VERDI
di Rossella Muroni

Abbiamo dato vita a una componente ecologista in Parlamento: si chiama FacciamoEco e collaborerà con la Federazione dei Verdi.
Nella conferenza stampa di questa mattina, con Lorenzo Fioramonti e Alessandro Fusacchia, abbiamo sottolineato quanto sia importante la voce di chi ha una storia di impegno concreto sul fronte ambientalista, soprattutto in questo periodo, in cui in troppi usano l’ecologia come un bollino di qualità senza davvero comprenderne il valore.
Daremo spazio alle realtà associative e scientifiche, che da decenni si battono per una vera transizione ecologica del Paese, e alle nuove generazioni, consapevoli che un nuovo ambientalismo politico non può prescindere da una nuova visione dell’economia.
Incalzeremo il Governo per passare dalle parole ai fatti sulla transizione ecologica, cominciando con una serie di proposte concrete: dall’inserimento di un servizio civile ambientale nel PNRR per unire lavoro e formazione sulla messa in sicurezza del territorio, dal taglio dei sussidi ambientalmente dannosi che porti ad una riforma fiscale green, fino a un nuovo approccio sulla scuola e sulla ricerca, che saranno le vere leve dello sviluppo di questo Paese.

Comunicato Stampa, Federazione dei Verdi
Roma, 9 mar. - "Siamo qui insieme per sottolineare l'importanza della giustizia ambientale e della giustizia sociale e soprattutto di una ripresa del nostro Paese che parta dalla transizione ecologica. Come Federazione dei Verdi, siamo veramente contenti di fare parte di questo progetto e di essere tornati in Parlamento grazie alla nuova componente che si e' formata oggi alla Camera". Cosi', in una nota, Elena GRANDI, co-portavoce nazionale dei Verdi, che prosegue: "Insieme lavoreremo sui i temi legati alla transizione ecologica che per tutte e tutti noi sono prioritari. Insieme abbiamo gli strumenti per fare un grande lavoro comune. Questa componente, gia' nel nome, Facciamo Eco-Federazione dei Verdi, racconta la sua visione orientata a unire i mondi dell'ecologismo, dell'associazionismo, di noi Verdi italiani che, insieme ai Verdi Europei, vogliamo lavorare perche' la transizione ecologica non sia solo uno slogan, ma la possibilita' di utilizzare i fondi europei del Next Generation UE per rilanciare l'economia e l'occupazione in Italia, uscendo da questa crisi che, dati Istat alla mano, colpisce le classi piu' fragili, impoverendole sempre di piu'". "Dobbiamo dare il nostro contributo, insieme, - spiega, - per uscire dalla crisi sanitaria che e' anche crisi ambientale e che alimenta la crisi sociale. Perche' sappiamo bene che la pandemia nasce anche dall'incuria verso gli ecosistemi. Dobbiamo lavorare insieme per poter progettare il nostro futuro pensando alla formazione, alla scuola e all'innovazione tecnologica ma soprattutto dobbiamo valorizzare il nostro potenziale, parlo dell'eccellenza italiana di aziende green che hanno gia' attuato la conversione ecologica, rendendosi piu' resilienti rispetto a chi non lo ha fatto". "Sara' fondamentale il lavoro sui territori, vero potenziale dell'Italia, grazie all'agricoltura biologica e alle piccole imprese sostenibili e a quelle legate al turismo solidale, portati avanti da giovani e donne. A questo, c'e' da aggiungere tutta la questione relativa al rilancio della mobilita' sostenibile che consentira' a tanti territori, nelle zone periferiche del Nord e in molte parti del sud, di connettersi con la parte produttiva del Paese. Per tutto questo, - conclude Elena GRANDI, - lavoreremo insieme. E, a nome dei Verdi italiani, auguro quindi buon lavoro a Rossella Muroni, Lorenzo Fioramonti e Alessandro Fusacchia: insieme faremo delle GRANDI cose"